In Internet sempre..anche sul water

Internet occupa sempre più spazi nella vita di consumatori ed imprese….anche i più impensati.
Secondo Nielsen Online a gennaio 2010 gli utenti di Internet in Italia sono stati 24,4 milioni (+12% rispetto a gennaio 2009) ed hanno passato in Rete in media 31 ore visitando 2.200 pagine a testa ed effettuando 37 sessioni mensili. A questi dati si accompagnano quelli presentati da Giuliano Noci, Business School Politecnico di Milano, al Forum della Comunicazione Digitale secondo cui 8 Milioni di Italiani hanno navigato in Rete tramite uno smartphone a Dicembre 2009. Internet quindi occupa una fetta sempre maggiore della nostra vita, in ogni quando ed in ogni dove grazie anche ai nuovi device con cui si può rimanere sempre connessi.
Anche in bagno…
A proposito di “bagno” in un post in Facebook un amico di un Ateneo di Milano racconta di un Suo conoscente che protestava perchè avrebbe voluto trovare nel testo di marketing che stava leggendo dei rimandi agli approfondimenti su internet tramite QR Code. Questa richiesta è legata al fatto che solo durante le pause quotidiane sul water poteva leggere i libri…. ed anche in quel momento avrebbe voluto connettersi ad internet tramite smartphone. Una immagine esaustiva del “sempre connesso”….
Lato aziende la pervasività di Internet è altrettanto in crescita. I dati degli investimenti pubblicitari su questo media dicono che nel 2009 vi è stata una crescita del 4,6% (Nielsen media 2009) conquistando il terzo posto dopo TV (50,9%) e Stampa(27,6%). Questo tipo di analisi, se pur ineccepibile, non rispecchia in realtà la vera presenza del Web nelle strategie di comunicazione delle imprese italiane. E’ infatti evidente come siano poche le aziende che investono in TV e in carta stampata. Sono invece numerosissime, e in costante crescita, quelle che investono per una propria presenza in Rete. Basta entrare in Facebook o Twitter e osservare come ogni giorno sempre più professionisti ed imprese aprono nuovi spazi propri di confronto, dialogo o…aimè di pubblicità classica. Insomma, Internet avanza, avanza e avanza su tutti i fronti.
Ormai non è più il tempo di chiedersi se è il caso di seguire quella strada, ma è il momento di percorrerla. Sia che Tu sia un consumatore, che una azienda. Che ne pensi?
February 21, 2010 2 Comments
I Media Tradizionali hanno già scelto Internet

-Aumento il peso di internet nel marketing mix della mia azienda o rimango sui media tradizionali?
-Continuo a sviluppare TV, radio, stampa, affissioni e seminari…o passo su internet????
Ci sono ancora Manager e Imprenditori che mentre leggi questo Post si stanno ancora ponendo questi interrogativi.
Ciò che mi colpisce maggiormente non è l’anacronismo di questi quesiti rispetto allo scenario attuale in cui risulta chiaro che è il web, ed in particolare il Web 2.0, l’ambito a cui dedicare maggiore attenzione ed investimenti rispetto al passato.
Ciò che mi colpisce è che mentre questi signori si chiedono cosa fare, se internet o gli altri Media, gli altri Media hanno già deciso di andare loro stessi in internet….
Ecco come:
1- la TV?
Oggi la vedi sul PC e addirittura diventa mobile. Se preferisci c’è il podcasting, Il TG COM insegna. Se ti sposti sul social networking in Facebook trovi Gruppi o Fan Page dedicati a trasmissioni specifiche. E infine fai un salto anche in YouTube per scoprire come la TV è presente anche lì.
2- La Radio?
Mentre scrivo questo Post la sto ascoltando gratuitamente sul mio notebook. Ci sono le emittenti classiche e ce ne sono di inedite e tematiche. Le radio poi si dotano di blog, di Fan Page su Facebook e di account Twitter. Anche qui il podcasting è ormai una pratica assodata. Quindi anche questo media va in Rete…
3-La Carta Stampata?
Giornali e riviste si trovano nella maggior parte dei casi anche su internet. Trovi Fan Page in Facebook, account in Twitter, etc. Poi ci sono i Blog, non solo quelli legati alla rivista/quotidiano, ma alcuni giornalisti si dotano di propri weblog dove esprimersi senza alcun vincolo (…o quasi).
Infine grazie ai Quick Response Code ti fanno andare nel Web direttamente con il tuo Smart Phone.
4- Affissioni
Rimangono per le strade ma in alcuni casi grazie ai Quick Response Code ti portano direttamente in Internet.
5-SeminariNon sono un media classico, ma sicuramente rientrano nelle strategie comunicative e di coinvolgimento dei clienti delle aziende.
I workshop, che prevedono la presenza fisica delle persone, sono diametralmente opposti a Internet dove tutto è virtuale. FALSO…Bastava che presenziare, in streaming dal tuo ufficio, all’ultimo IAB Forum di Milano per capire non solo come tramite internet è possibile assistere ad un evento ma come ci sia la possibilità di interazione a distanza tramite, per esempio, Twitter.Inoltre il seminario te lo ritrovi spesso in YouTube dove puoi vederlo quando vuoi e quante volte vuoi.
Ma se gli stessi Media tradizionali hanno capito quel’è la direzione da seguire…come’è che ci sono ancora tanti professionisti s’impresa che sono li a farsi domande???
December 1, 2009 2 Comments
IAB Forum, la Rete e le aziende italiane

Quest’anno ho seguito parte dello IAB Forum via streaming ed ho trovato alcuni spunti di riflessione.
Uno degli aspetti che mi ha maggiormente colpito non riguarda i contenuti ma la “presenza” di Twitter in sala.
Infatti si è creata una sorta di dialogo live, in particolare durante i momenti di moderazione, tra chi era in sala e chi seguiva on-line l’evento. In più, soprattutto durante la tavola rotonda dedicata alle Istituzioni il primo giorno, c’è stata un’interazione continua tra la Rete, che sperimentava in diretta alcune delle indicazioni sorte in sala, ed i presenti.
Insomma la presenza del popolo della Rete che si muove in sincrono con le discussioni durante lo IAB rispecchia come il Web 2.0 stia cambiando veramente gli schemi di tutto…anche degli eventi.
Un altro aspetto che mi ha colpito è stato un dato emerso dalla presentazione di Layla Pavone relativo alla composizione della “torta pubblicitaria”: Internet intercetta solo il 7% degli investimenti in comunicazione delle imprese italiane (Italia gen-agosto 2009, fonte Nielsen Media)”. Vista così è una situazione un po’ allarmante.
Secondo me questo dato rappresenta una visione validissima ma parziale dell’impatto del Web.
Carta stampata (38,4%), TV (51,1%), Radio (5%), etc. prevedono per forza esborsi di denaro ma Internet, soprattutto nell’accezione del web 2.0, non prevede per forza investimenti economici.
Apertura e gestione di Pagine Pubbliche su Facebook, di account “aziendali” in Twitter o FriendFeed, di Corporate Blog, etc richiedono tempo, dedizione e competenze ma sono spesso for free. Per questo non rientrano nei conteggi riportati nella “torta”. Però esistono e sono in crescita (basta fare un giro per FB o Twitter per accorgersene subito).
Ampliando il sistema di misurazione proposto comprendendo nuovi aspetti, credo quindi che l’impatto del Web 2.0 porti il peso di Internet sul totale dei media a livelli superiori al 7%.
Se per esempio prendessimo il caso limite di un’azienda che fa una sola campagna radio nel 2009 ma passa tutto l’anno a gestire i suoi social e il suo blog, la torta indicherebbe che il 100% della comunicazione è radio….ma non è la realtà.
Probabilmente all’indagine proposta allo IAB, comunque molto utile e rigorosa, sarebbe utile affiancarne una il prossimo anno che misuri la composizione del panel delle attività in termini di attività svolte (sia come numerosità, sia come continuità che come tempo dedicato).
In questo modo lo scenario risulterebbe ancora più completo e aderente alla realtà.
Che ne pensi?
November 9, 2009 No Comments





