Facebook e..vendere, vendere, vendere

“Quali mai sono i segreti per un’azienda per fare business su Facebook?”
“Quali strabilianti e complesse strategie comunicative bisogna applicare per avere un bel ROI?”
“Come si fa a vendere con una Pagina Pubblica? “
Studi su studi, pubblicazioni di ogni genere.
Ogni Guru del marketing, ogni markettaro, ogni espertone improvvisato ha la sua ricetta per il successo in Facebook.
Campagne integrate articolatissime, premi di affiliazione, concorsi, iniziative mirabolanti, etc. Tutto per spingere le persone a diventare Fan…e poi bombardarle di messaggi sui propri prodotti e servizi.
Nella maggior parte dei casi si tratta di entrare nei Social come fosse solo un nuovo canale a cui applicare le strategie comunicative top-down incentrate sui propri prodotti e la propria azienda. Incentrate su di sé.
Entrare per fare soldi a tutti i costi…folle l’azienda che entra e investe tempo non con l’unico obiettivo di VENDERE!
Ad una azione deve corrispondere un ritorno diretto in termini di ROI..se no niente!!
Sarà, magari hanno ragione loro, ma la mia esperienza con la nostra Pagina in FB è completamente diversa.
Posto ogni giorno uno spunto che nasce dalla mia passione per il Marketing, lo faccio con dedizione cercando di ascoltare i commenti di tutti e ringraziando chi partecipa. Lo faccio senza obiettivi di fatturato o di ROI, senza straordinarie strategie complesse e senza parlare dei servizi della nostra azienda.
Posto e indico agli appassionati e professionisti del Marketing che quella Pagina esiste tramite un normalissimo banner. “Qui trovi Tot appassionati di Marketing che conversano..se ti va sei il Benvenuto!”.
Tutto qui…eppure funziona.
I “Fan” crescono ogni giorno, leggono, partecipano, postano e tutto diventa conversazione e condivisione. Da loro imparo ogni giorno qualcosa di utile, con loro conosco nuove esperienze e di questo mi arricchisco professionalmente e personalmente.
Il Business?
Arriva anche quello grazie alle relazioni che si creano ed è una piacevole conseguenza. Forse accade proprio perchè non lo cerco ma vivo il senso del Social per quello che è senza forzature.
Mi costa? Certo richiede tempo, ma mi da molto di più dell’energie, della dedizione e dei pochi euro che investo.
“Tu sei pazzo…non recupererai mai quello che investi, devi puntare sui clienti parlando di te e vendere. Che senso ha se no?”
Così chiosava un amico imprenditore poco tempo fa nell’osservare ciò che faccio su FB.
Il senso per me è proprio quello che ritrovo nelle parole di Luca De Biase su Nova24 il 18 dicembre 2008 : ” I più grandi successi di questi giorni, da Facebook a Twitter, non sono partiti da un modello di business, ma da un modello di relazioni sociali che i blog avevano esplorato a fondo…Quei successi sono basati sull’ipotesi secondo la quale bisogna offrire un valore d’uso in cui poi cercare un valore monetario. E quel valore d’uso deriva dal servizio al bisogno fondamentale che la rete soddisfa meglio di ogni altro strumento di comunicazione: il bisogno delle persone di esprimersi e connettersi, donando tempo ed idee per ricevere attenzione e reputazione..”
Che ne pensi?
January 28, 2010 No Comments
Social Network, Blog ed Imprese

Corporate Blog o Social Network nel futuro delle Imprese?
Se da una parte vedo affiorare quotidianamente nuove Pagine Pubbliche in Facebook e nuovi account in Twitter di professionisti ed aziende, dall’altra non vedo un incremento del Corporate Blogging delle stessa portata.
Per gli “addetti ai lavori” sono soluzioni Web 2.0 piuttosto differenti, sia nello scopo che nei risultati ed il loro utilizzo non è quindi alternativo ma di completamento. Ormai la maggior parte dei Blogger oltre al Blog ha un account in Facebook, in Twitter, in FriendFeed, in Flickr e in altre piattaforme. Un’ infrastruttura completa e ricca di collegamenti interni in cui le comunicazioni e le relazioni vengono gestite in modo differente in base alla piattaforma. Ogni strumento ha il suo ruolo specifico, ogni ambito la sua peculiarità.
Questi protagonisti dell’Era del Web 2.0 sono però partiti proprio con i Blog da parecchio tempo ed hanno vissuto e scritto la storia recente delle Rete.
Le Imprese, almeno la maggior parte di loro, no. Solo alcune, una tra tutte le Ducati, sono partite con dei Corporate Blog e talvolta, vedi Mandarina Duck, si sono anche fermate strada facendo.
Le Imprese hanno iniziato da poco ad interessarsi, almeno in Italia, al Web 2.0 per comprendere meglio un fenomeno che devono per forza imparare a vivere in modo nuovo.
Il loro avvicinamento “all’onda anomala” si sviluppa nell’Era del Social Networking ed è proprio nei Social Network che molte stanno cercando di muovere i primi timidi passi.
Basta entrare in Facebook per scoprire che ogni giorno nasce una Pagina Pubblica o un Gruppo legati ad aziende, oppure accedere a Twitter per trovare orme fresche d’Impresa.
Le domande che mi pongo sono:
1) l’entrata massiva del mondo business nel Web 2.0 porterà alla nascita anche di numerosi nuovi Corporate Blog, oppure i nuovi community manager punteranno quasi esclusivamente su Facebook, Twitter ed affini?
2)Il Corporate Blogging avrà un futuro concreto, o si tratterà solo di qualche stella luminosa in un cielo di Pagine Pubbliche e Twittate?
Tu che ne pensi?
December 29, 2009 No Comments
Touch Point, Social Network, Mobile e ricerca di un Hotel

Il Web 2.0, l’Internet delle Persone, sta cambiando i processi decisionali d’acquisto.
La multicanalità prevede più touch point che l’utente tocca più volte anche per una sola decisione di acquisto seguendo percorsi articolati e non lineari. Le Imprese devono presidiare questi punti alla luce delle nuove logiche su cui si basa oggi la Rete portando la propria presenza con modalità innovative e strategie di integrazione multicanale.
Si, ok..ottimo concetto, ma possiamo tradurlo in un esempio semplice e soprattutto concreto?
Lo spunto mi arriva dall’ Adico Forum a cui ho partecipato recentemente e in cui Andrea Boaretto, MIP, ha fatto un’ottima presentazione sulla multicanalità.
Si tratta della situazione in cui ci siamo trovati tutti: la scelta di un Hotel.
Fino ad inizio secolo il percorso lineare che si seguiva per trovarsi un albergo per svago o per lavoro era:
1- guida (di solito Michelin)
2- indagine tramite passaparola off-line tra amici/vicini/parenti che potrebbero esserci stati
3- telefonata e prenotazione.
Poi arrivavi in albergo e magari scoprivi che era vicinissimo alla provinciale, le pareti erano dicartin gesso e quindi sentivi i rumori molesti dei vicini di camera e la colazione era del ‘15-’18. Ma ormai eri li….
Oggi la selezione parte dal motore di ricerca e poi prosegue senza una sequenzialità precisa (cioè visitando più volte questi ambienti Web per la scelta di un Hotel senza un percorso standard) passando su:
-Google Maps (vedi dov’è esattamente)
-TripAdvisor e similari (che ne pensa chi ci è stato prima di Te)
-Sito dell’Hotel (è ciò a cui dai meno credibilità in generale ma trovi i prezzi, le disponibilità, etc)
-Social Network (magari hanno una pagina Facebook dove ci sono info e testimonianze)
Alla fine ritorni sul sito o chiami (magari via Skype) e prenoti.
Questo nuovo processo Ti permette quasi sempre di non incappare in sorprese poco gradevoli e di andare sul sicuro.
La sfida quindi per un Hotel oggi è essere presidiare tutti i punti di contatto con il Cliente potenziale e non solo avere un sito web.
Un esempio interessante lo puoi trovare in questa struttura nei pressi di Perugia i cui proprietari sono stati lungimiranti in termini di comunicazione multi touch in Rete.
Questo è ciò che accade oggi, e domani?
Il domani è sempre più Mobile e quindi gli Hotel devono integrare un nuovo tassello nelle loro strategie di presidio multicanale.
In questo caso bisogna iniziare rimettendo mano al sito per renderlo “mobile friendly”.
In questo interessante Post di Turismo & Consigli trovi un approfondimento interessante di Hotel e Mobile.
December 14, 2009 No Comments
I Media Tradizionali hanno già scelto Internet

-Aumento il peso di internet nel marketing mix della mia azienda o rimango sui media tradizionali?
-Continuo a sviluppare TV, radio, stampa, affissioni e seminari…o passo su internet????
Ci sono ancora Manager e Imprenditori che mentre leggi questo Post si stanno ancora ponendo questi interrogativi.
Ciò che mi colpisce maggiormente non è l’anacronismo di questi quesiti rispetto allo scenario attuale in cui risulta chiaro che è il web, ed in particolare il Web 2.0, l’ambito a cui dedicare maggiore attenzione ed investimenti rispetto al passato.
Ciò che mi colpisce è che mentre questi signori si chiedono cosa fare, se internet o gli altri Media, gli altri Media hanno già deciso di andare loro stessi in internet….
Ecco come:
1- la TV?
Oggi la vedi sul PC e addirittura diventa mobile. Se preferisci c’è il podcasting, Il TG COM insegna. Se ti sposti sul social networking in Facebook trovi Gruppi o Fan Page dedicati a trasmissioni specifiche. E infine fai un salto anche in YouTube per scoprire come la TV è presente anche lì.
2- La Radio?
Mentre scrivo questo Post la sto ascoltando gratuitamente sul mio notebook. Ci sono le emittenti classiche e ce ne sono di inedite e tematiche. Le radio poi si dotano di blog, di Fan Page su Facebook e di account Twitter. Anche qui il podcasting è ormai una pratica assodata. Quindi anche questo media va in Rete…
3-La Carta Stampata?
Giornali e riviste si trovano nella maggior parte dei casi anche su internet. Trovi Fan Page in Facebook, account in Twitter, etc. Poi ci sono i Blog, non solo quelli legati alla rivista/quotidiano, ma alcuni giornalisti si dotano di propri weblog dove esprimersi senza alcun vincolo (…o quasi).
Infine grazie ai Quick Response Code ti fanno andare nel Web direttamente con il tuo Smart Phone.
4- Affissioni
Rimangono per le strade ma in alcuni casi grazie ai Quick Response Code ti portano direttamente in Internet.
5-SeminariNon sono un media classico, ma sicuramente rientrano nelle strategie comunicative e di coinvolgimento dei clienti delle aziende.
I workshop, che prevedono la presenza fisica delle persone, sono diametralmente opposti a Internet dove tutto è virtuale. FALSO…Bastava che presenziare, in streaming dal tuo ufficio, all’ultimo IAB Forum di Milano per capire non solo come tramite internet è possibile assistere ad un evento ma come ci sia la possibilità di interazione a distanza tramite, per esempio, Twitter.Inoltre il seminario te lo ritrovi spesso in YouTube dove puoi vederlo quando vuoi e quante volte vuoi.
Ma se gli stessi Media tradizionali hanno capito quel’è la direzione da seguire…come’è che ci sono ancora tanti professionisti s’impresa che sono li a farsi domande???
December 1, 2009 2 Comments





