Category — Spunti di vita
The End

Mille Ottani cambia pelle, la muta e’ in atto e si concluderà a Febbraio 2011.
Una nuova anima, una nuova direzione da seguire, nuove attività, un nuovo sito, un nuovo logo e……
Come in ogni cambiamento ci sono cose che proseguono ed altre che rimangono tracce importanti nella storia dell’azienda.
Così questo Blog, curato molto poco ultimamente, rimarrà una traccia in Rete dell’inizio di una avventura nata dalla passione per il Marketing.
Tra ciò che invece rimane, La Pagina di Spunti di Marketing continuerà ad essere l’ambito principale in cui mi confronto con appassionati e professionisti del marketing.
Ma quale sarà il cambiamento di cui non posso ancora dire nulla?
Lo scoprirai presto in Spunti di Marketing…
The End
January 18, 2011 1 Comment
Il Mondo dell’Home Office cresce

In un tardo pomeriggio invernale del 2007 stavo partecipando ad un convegno sul Web 2.0 quando uno dei relatori, personaggio illustre di Cisco, si è messo a parlare di come le tecnologie abilitanti nel medio periodo avrebbero aumentato il fenomeno dell’home office.
Illustrava alcuni aspetti della poca sensatezza di alzarci tutti la mattina, salire in auto per fare code chilometriche, inquinare come dei dannati per arrivare davanti ad un PC e passare tutta la giornata seduti a pigiare tasti e telefonare.
I risparmi di tempo, di denaro, di “malox” ed affini e di costi praticando l’home office sarebbero stati elevatissimi pur ottenendo gli stessi risultati.
Ne avrebbero guadagnato la qualità della vita, l’ambiente, la famiglia…il proprio bilancio e quello dell’azienda per cui si lavora.
Una revisione radicale del sistema organizzativo del lavoro che, nel 2007, mi sembrava utopistica anche se sensata.
Nel 2009, complice spesso la crisi che porta l’efficienza al centro di tutto, ho assistito ad un’esplosione silenziosa dell’home office.
Gente che apre nuove società o filiali italiane di società estere, mamme manager che lavorano per multinazionali con uffici enormi in Italia, piccoli imprenditori, etc. scelgono sempre di più di lavorare da casa. Sempre connessi alla rete, attivi su skype, dotati di tutto ciò che consente di lavorare come in ufficio…ma dal salotto, dalla cucina, dal giardino di casa propria o dalla casa al mare e in montagna, o dal bar.
Quando si devono incontrare tra loro sfruttano ambienti esterni dotati di wireless o le loro chiavette USB per connettersi in Rete. McDonald’s, grazie al wireless per esempio diventa un ottimo punto di incontro per il popolo dell’home office.
Secondo me è questo il modello organizzativo verso cui si tenderà sempre di più anche se oggi ci si vergogna un po’ ad ammettere di essere un home office quasi si fosse dei moderni “barboni” squattrinati.
Piuttosto che ammetterlo si trovano formule artistiche del tipo: “In ufficio da me c’è troppo casino…vengo io da Te” “Non scomodarti..passo io” “Per una volta fammi uscire dell’ufficio così evado un po” ” Stanno facendo dei lavori nella sala riunioni..passo io”.
Finchè anche l’altro messo alle strette confessa di essere un home officer..e allora l’adrenalina scende e torna il sorriso..”anche lui è come me!!”
L’home office è il nuovo che avanza, è l’intelligente che avanza con aspetti positivi quasi su tutti i fronti.
Se oggi è ancora l’eccezione che conferma la regola delle organizzazioni aziendali…tra poco sarà un fenomeno assodato grazia anche a quell’effetto “moda” che accellera l’affermazione delle “novità evoluzionarie”!
Che ne pensi?
October 30, 2009 No Comments
Un saluto commosso ai nostri militari

Sono appena tornate le salme dei nostri militari morti in Afganistan. In televisione ho assistito alle dichiarazioni politiche che in gran parte segnalavano l’esigenza di rimanere uniti nel rispetto degli impegni presi con la Nato, a discutibili interviste condotte ai famigliari delle vittime che con il loro dolore testimoniavano il vuoto che il famigliare
deceduto stava lasciando, alle interviste dei parenti di chi è sopravvissuto che ho giudicato inopportune per l’agghiacciante contrasto con i parenti di chi invece aveva perso il famigliare per la fatalità di pochi metri..
Mi sono chiesto se siano gli ideali o il bisogno a spingere questi uomini ad accettare i rischi di una missione in Afganistan.
Nel primo caso li considererei degli eroi che si aggiungano ad una lunga lista di persone che hanno dato la loro vita per un ideale fra i quali maggiormente ricordo Falcone e Borsellino.
Nel secondo caso mi chiedo quanto debbano sentirsi disperati le persone che accettano di condividere con i propri famigliari il rischio di una morte prematura per qualche euro in più da offrire alla propria famiglia. O forse erano semplicemente inconsapevoli e quando hanno visto il lampo dell’esplosione si sono chiesti quanto stupidi fossero stati!
Mi auguro che dopo il cordoglio nazionale le mogli ed i figli dei nostri militari possano essere sostenute ed aiutate dalla collettività affinché al dolore degli affetti così brutalmente interrotti non segua anche la difficoltà economica di condurre una vita dignitosa e di dare una istruzione ai propri ragazzi.
September 20, 2009 No Comments
Informarsi prima di tutto

L’informazione è alla base di ogni progetto, in fase preliminare può aiutarci a organizzare al meglio il lavoro in ogni suo più piccolo dettaglio.
Partire senza aver preventivato un piano di lavoro rischia di essere solo un errore distruttivo che ci porterà a buttar via tempo, risorse e danaro.
Sono un sognatore e la mia testa macina continuamente nuove idee, ma a conti fatti porto avanti al massimo il 5% di tutto quello che penso, non tanto perchè io sia uno scansa fatica, anzi …
… la risposta è invece molto semplice, da un’idea nasce un appunto, da un appunto parte una ricerca, da una ricerca ne scaturisce un’analisi più o meno ben definita e dall’analisi capisco se scartare o meno l’idea. Le idee scartate non sono insuccessi, sono idee che possono essere al di fuori della mia portata, non perfettamente in linea con il mio business, difficilmente posizionabili sul mercato … o più semplicemente delle emerite stupidate … ho pagine e pagine di appunti riguardanti le mie idee, potrei aprire un canale dedicato sulla Pay Tv!
Una cosa è certa, informatevi a 360° su tutto quello che può riguardare la vostra idea di progetto: fattibilità, strumenti necessari, risorse necessarie, tempo necessario per lo sviluppo e per il mantenimento, eventuali forme di concorrenza in essere, potenziali clienti … informatevi anche sul potere di penetrazione della vostra idea, coinvolgete amici, aziende, contatti e chi più ne ha più ne metta, anche con i questionari on line … cercate di carpire il maggior numero di informazioni, saranno un vero tesoro per voi in fase di analisi.
Far decollare un sogno, richiede tempo, dedizione e passione. Non è una cosa che tutti possono fare, sicuramente chi freme per le risposte immediate, farà forse meglio a mettersi in disparte o a rivedere il proprio modo di vedere le cose. Da un progetto non nascono risposte immediate, bisogna lasciargli il tempo di diffondersi, di essere capito e compreso, ma se le fondamenta sono solide, i risultati lentamente arriveranno e poi si potrà affrontare con ancor maggior entusiasmo il tutto.
Lasciatevelo dire da un sognatore, che proprio grazie ai suoi sogni ha trasformato in lavoro alcuni desideri e che nonostante tutto, continua a riempire foglietti, moleschine, block notes di appunti, scarabocchi, ritagli di giornale, paragrafi dell’inseparabile rivista del cuore, tutti in attesa di analisi, approfondimento e chissà … di future implementazioni!
September 14, 2009 No Comments





