Morte alla Regina? Il futuro della Pubblicità
Fast Tube by Casper
La Pubblicità ha ancora senso di esistere nell’era dei Social Media?
Morte alla Vecchia Regina del Marketing quindi?
Come in una sorta di rivoluzione francese, grazie alle tecnologie abilitanti di internet il potere passa nelle mani dei consumatori.
Come ben descritto in Marketing Reloaded, con il Web 2.0 le persone infatti assumono nuovi “super poteri” nei confronti delle imprese ribaltando lo scenario tradizionale del Marketing.
Dopo essere stato relegato per anni nei silos della segmentazione ed etichettato come target, improvvisamente il cliente non vuole più essere classificato. Anzi, non vuole più nemmeno essere un consumatore ma uno “user”. Si rompono gli schemi tradizionali, tutto diventa più liquido e non inquadrabile con gli strumenti di analisi di Marketing classici.
Il sudore freddo cola sul viso dei marketer datati che, chiusi nelle loro roccaforti, iniziano a percepire cosa sta accadendo nella piazza del Web 2.0.
Il monologo altisonante della Pubblicità aziendale diventa una voce flebile tra una miriade di conversazioni su prodotti e servizi fatte direttamente delle persone in Rete. Il Passaparola diventa il Media per eccellenza.
Persino i siti web aziendali, strumento relativamente recente delle imprese, entrano in una coltre di nebbia perchè i navigatori ricercano le informazioni su prodotti, servizi e aziende in Blog, Forum e contesti User Generated.
L o fanno perchè l’85% di loro non crede a ciò che dicono le aziende, il 92% crede ai propri simili e oggi nel Web i proprio simili si esprimono eccome.
In questo scenario evo-rivoluzionario la Pubblicità, Regina del Marketing per definizione, sembra destinata a morte certa.
Sarà veramente così o una via di salvezza esiste ancora?
La Pubblicità si salverà cambiando forma e adattandosi a ciò che vogliono le persone.
Le persone cercano ancora un rapporto con le imprese, anzi forse lo cercano più di prima anche se in modo nuovo. Non vogliono essere classificati e non vogliono essere sottoposti a monologhi basati su slogan commerciali. Vogliono dialogo, confronto, relazioni peer to peer. Non vogliono essere soggetti a logiche push (io parlo tu ascolti…) ma instaurare conversazioni e fruire di informazioni in qualità di “user” e non di “target”. Alcuni vogliono addirittura partecipare all’azienda in modo attivo (vedi i casi di UCG legati ad aziende come FIAT, Mulino Bianco, etc.).
Quindi?
Passare da Advertising ad Invertising..questo è il futuro della vecchia Regina.
Ne parla perfettamente il nuovo saggio di Paolo Iabichino, Invertising, che uscirà il 14 Gennaio e di cui è disponibile già oggi il primo Capitolo.
Una lettura che mi sento di suggerire da subito!






4 comments
Si, concordo con il concetto di base: l’advertising non morirà, si trasformerà e si adeguerà ai nuovi paradigmi di comunicazione commerciale.
Casomai è già morta la persuasione mediatica, anche se in molti ancora non se ne sono accorti e continuano a buttare via paccate di soldi in interruprion marketing…
Caro Doc grazie del messaggio.
Staremo a vedere..nel frattempo sto approfondendo la lettura di invertising che è illuminante. Se sei un appassionato del genere te la consiglio!
si mat, ho già pianificato l’acquisto…
Mat ho letto il libro e scritto una recensione qui: http://www.doctorbrand.it/2010/03/branding-advertising-invertising.html
Tutto molto bello…
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