IAB Forum, la Rete e le aziende italiane

Quest’anno ho seguito parte dello IAB Forum via streaming ed ho trovato alcuni spunti di riflessione.
Uno degli aspetti che mi ha maggiormente colpito non riguarda i contenuti ma la “presenza” di Twitter in sala.
Infatti si è creata una sorta di dialogo live, in particolare durante i momenti di moderazione, tra chi era in sala e chi seguiva on-line l’evento. In più, soprattutto durante la tavola rotonda dedicata alle Istituzioni il primo giorno, c’è stata un’interazione continua tra la Rete, che sperimentava in diretta alcune delle indicazioni sorte in sala, ed i presenti.
Insomma la presenza del popolo della Rete che si muove in sincrono con le discussioni durante lo IAB rispecchia come il Web 2.0 stia cambiando veramente gli schemi di tutto…anche degli eventi.
Un altro aspetto che mi ha colpito è stato un dato emerso dalla presentazione di Layla Pavone relativo alla composizione della “torta pubblicitaria”: Internet intercetta solo il 7% degli investimenti in comunicazione delle imprese italiane (Italia gen-agosto 2009, fonte Nielsen Media)”. Vista così è una situazione un po’ allarmante.
Secondo me questo dato rappresenta una visione validissima ma parziale dell’impatto del Web.
Carta stampata (38,4%), TV (51,1%), Radio (5%), etc. prevedono per forza esborsi di denaro ma Internet, soprattutto nell’accezione del web 2.0, non prevede per forza investimenti economici.
Apertura e gestione di Pagine Pubbliche su Facebook, di account “aziendali” in Twitter o FriendFeed, di Corporate Blog, etc richiedono tempo, dedizione e competenze ma sono spesso for free. Per questo non rientrano nei conteggi riportati nella “torta”. Però esistono e sono in crescita (basta fare un giro per FB o Twitter per accorgersene subito).
Ampliando il sistema di misurazione proposto comprendendo nuovi aspetti, credo quindi che l’impatto del Web 2.0 porti il peso di Internet sul totale dei media a livelli superiori al 7%.
Se per esempio prendessimo il caso limite di un’azienda che fa una sola campagna radio nel 2009 ma passa tutto l’anno a gestire i suoi social e il suo blog, la torta indicherebbe che il 100% della comunicazione è radio….ma non è la realtà.
Probabilmente all’indagine proposta allo IAB, comunque molto utile e rigorosa, sarebbe utile affiancarne una il prossimo anno che misuri la composizione del panel delle attività in termini di attività svolte (sia come numerosità, sia come continuità che come tempo dedicato).
In questo modo lo scenario risulterebbe ancora più completo e aderente alla realtà.
Che ne pensi?






0 comments
Kick things off by filling out the form below.
Lascia un commento