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Spunti di vista e di vita su Marketing e dintorni

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Il Marketing: scienza o arte?

Prendo spunto da un post di Matteo, per raccogliere qualche mia riflessione circa cosa è il marketing.

Chi mi conosce sa che sono un “ingegnere” e non solo perché mi sono laureato come tale, ma anche per la mia innata struttura mentale che mi porta ad affrontare i problemi con l’approccio metodologico tipico di un ingegnere. Per me la classificazione e la misurazione dei fenomeni, l’attenzione ai dettagli, l’interpretazione dei numeri secondo strumenti matematici o di analisi statistica e il procedere per step secondo deduzioni logiche consequenziali sono ormai uno stile di vita prima ancora di una esperienza professionale.

Se penso alla mia vita professionale non c’è dubbio che le esperienze di maggior successo io le abbia consolidate laddove fosse necessario impiegare un approccio logico e strutturato, definire le giuste priorità, utilizzare l’analisi matematica e finanziaria oppure le tecniche statistiche e infine dibattere e negoziare su tali basi.

Cinque anni fa, quando iniziai ad occuparmi di marketing, con il patrimonio genetico che mi portavo appresso interpretai il marketing come una scienza e cercai di approcciarlo come tale cercando di misurare sistematicamente il ritorno di ogni singola attività (ROI). Ciò che mi animava era la volontà di conoscere l’effetto di ogni attività affinché analizzando le modalità di attuazione ed i risultati ottenuti si potesse massimizzare il ritorno economico. Faccio degli esempi:

  • facevamo un banner che promuoveva un determinato prodotto a determinate condizioni? Volevo sapere quante persone avevano visto il banner, quante vi avevano cliccato e quante avevano comperato.
  • Facevamo una campagna di comunicazione via e-mail? Volevo conoscere le caratteristiche del target clienti di riferimento, i criteri di selezione del prospect all’interno del data base clienti, quante e-mail avevamo mandato, quante erano state recapitate, quante erano state lette e infine quanti clienti avevano comperato.
  • Organizzavamo un incontro con i clienti? Volevo conoscere i criteri di selezione degli invitati, quanti avevano aderito e come le vendite nei 3 mesi successivi all’evento si discostavano dai trend storici.

Potrei fare altri esempi, ma credo che chi legge abbia capito. L’ingegnere stava interpretando il ruolo come gli era più naturale: metodo, misurazioni oggettive, impiego della statistica il tutto finalizzato a massimizzare il ROI.

Ciò che però l’ingegnere ha capito è che le cose che potevano modificare realmente e significativamente il ROI non derivavano solo dall’applicazione di un metodo, ma anche dall’estro creativo di chi selezionava le immagini, i colori e le parole utilizzate nelle varie comunicazioni o dalle emozioni che si riusciva a far vivere ai clienti durante gli incontri.

E’ un po’ come se il marketing fosse una medaglia con due facce: da una parte è richiesto l’approccio scientifico di un ingegnere, dall’altro la creatività emozionale di un poeta.

Bella sfida per gente comune …… tu da che parte stai?

6 comments

1 Andrea Boaretto { 09.02.09 at 2:14 pm }

Caro Paolo, complimenti per il tuo primo post.
Anch’io da buon ingegnere ho iniziato a vedere il marketing come processo, metriche, etc. e questo connotato ci è rimasto nel dna.
Per me ora il marketing è qualcosa di più, una sorta di superpotere che tiene conto in maniera olistica di tante competenze che si influenzano: tecnologia, creatività, socialità, passione e comunque analisi, processo, metodo, metriche.
in bocca al lupo
Andrea

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2 emilio piva { 09.02.09 at 2:50 pm }

che dirti Paolo? Io ho sempre interpretato il marketing come una scienza a sostegno dell’arte…o un’arte a sostegno dellea scienza.. certo e’ che l’una da sola non ti porta da nessuna parte… ad esempio…ho visto progetti veramente “esteticamente belli” ma completamente inutili da un punto di vista di allargamento del business o della base clienti…come pure opere perfettamente inquadrate in modelli matematico finanziari con prospettive di risultati eclatanti che svanivano perche’ decisamente “brutti” e incapaci di attrarre chicchessia e quindi con risultati che si scoglievano come neve al sole… Io credo che il marketing abbia il compito di far vendere meglio o, se preferite, di rendere facile la vita di chi vende (scusate lo stile un po’ “pane e salame”…)e come tale debba fare un lavoro completo, solido ed esteticamente ineccepibile…complesso? MOLTO! anche se a dirlo sembra banale…ma se non fosse complesso perche’ dovremmo pagare tutti questi markettari? ;-)

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3 Mat { 09.02.09 at 4:13 pm }

@Emilio
Grazie Emilio per la Tua visita e per il Tuo commento. E’ un piacere ed un onore per noi!
Condivido la Tua riflessione e sottolineo con convinzione un concetto implicito nel Tuo messaggio: rendere felice chi vende e…soprattutto chi compra.
Non sempre sono due fatti legati tra loro. Se penso ad alcune attività fatte nel mondo della dsitribuzione IT, ritrovo alcuni esempi (Spiff-eventi-etc.) che hanno reso “momentaneamente felici” i venditori…ma hanno avuto ROI negativi perchè non hanno funzionato per lo scopo principale (vendere…di più).
In Mille Ottani cerchiamo di unire i due aspetti a cui ti riferisci, ROI (impersonificato fisicamente da Paolo) e arte/creatività (Io e Mauro) e ci auguriamo che funzioni!!
Grazie ancora della visita, torna a trovarci!

4 Mat { 09.02.09 at 4:15 pm }

@Andrea
GRAZIE per il commento, avremo tante occasioni di confronto anche sul Tuo gruppo in FB e sul Tuo nuovo Blog!
Crepi il lupo e coinvolgici in qualche discussione delle Vostre: sai che sono un Vostro fan e condividiamo la stessa passione per il Marketing….l’Open Marketing!!

5 paolo { 09.02.09 at 5:28 pm }

Grazie Andrea, Grazie Emilio,
grazie per la vostra disponibilità: è bello confrontarsi in questo modo e su questi temi!!!
Faccio una sintesi anche dei vostri commenti per concludere che il marketing è un qualche cosa (scienza, processo ?) i cui confini sono molto ampi e abbracciano molte discipline diverse. E’ quindi un lavoro difficile per il quale chi lo sa fare e giusto si faccia pagare bene !!!
E con questa battuta brindo al futuro di tutti noi.
Ciao, paolo

6 Andrea Sangalli { 09.03.09 at 10:28 am }

Ciao, è un piacere poter scambiare opinioni sul marketing con voi, ti parlo da “venditore” di servizi di marketing che si confronta quotidianamente con le esigenze dei clienti, soprattutto sul mercato del credito.
Il momento di crisi e la maniacale attenzione ai costi, sta portando, giustamente, ad approcciare qualsiasi investimento in modo metodologico e finalizzato a massimizzazione il ROI.
Però è necessario non dimenticare che il marketing è anche imprevedibilità, bisogna essere sempre capaci di soprendere attraverso innovazione e creatività.
Faccio un grosso in bocca al lupo a tutti voi per il vostro progetto.
Buona Giornata,
Andrea

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